Intervento Venerdì 16 Ottobre 2009: Presentazione del libro "Morte di un giudice solo"CondividiVenerdì 16 Ottobre 2009: Intervento di introduzione all'incontro di presentazione del libro "Morte di un giudice solo" il delitto Scopelliti, alla presenza dell'autore Antonio Prestifilippo, nella sala biblioteca del liceo classico "B.Vinci" Nicotera."Questa iniziativa si colloca in un progetto più ampio, che verte a contrastare la criminalità organizzata proprio all’interno delle roccaforti delle cosche.
Perché sebbene la ‘ndrangheta sia diventata la leader incontrastata dei traffici illeciti mondiali, come il narcotraffico, rimane sempre legata nel territorio dove si è originata e dal quale trae la propria forza intimidatrice.
Il nostro intento è proprio quello di destare l’attenzione dei cittadini onesti del territorio, che sono la stragrande maggioranza, per mezzo della “conoscenza” , perché la ‘ndrangheta purtroppo ha terreno fertile soprattutto dove si trovano ignoranza e degrado.
Ignoranza anche nel senso di disinteresse, talvolta generato dalla paura, di conoscere e di ricordare.
Infatti è fondamentale conoscere il modus operandi della ‘ndrangheta e quindi i suoi falsi valori, come strumentalizza la religione oppure il modo di adescare e di imprigionare i giovanissimi nelle ‘ndrine , e poi i sistemi per controllare gli adepti, per controllare i simpatizzanti , ma anche per dominare le vittime. Le vittime di estorsioni, di usura.
Ma è anche essenziale ricordare, per ripercorrere la storia di chi la mafia l’ha contrastata per mezzo di una vita onesta e priva di compromessi come l’esistenza del giudice Scopelliti.
Mentre il degrado al quale intendo fare riferimento non è solo quello materiale, ma soprattutto è quello morale,
Dov’è la moralità in un gruppo di persone in cui un criminale viene considerato un rispettabile uomo d’onore?
Il rispetto deve andare al lavoratore onesto, che giorno dopo giorno si affanna per non far mancare nulla alla propria famiglia.
Dov’è la moralità in un gruppo di persone che non rispetta la legge, ma che anzi detesta e offende tutto ciò che la rappresenta?
E mi riferisco a gravi episodi recenti accaduti proprio qualche mese fa a proprio qui a Nicotera e Limbadi:
Due feroci aggressioni contro alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine. Che come abbiamo già detto in un comunicato durante la scorsa edizione di “legalitalia”: subiscono la cieca avversione per le divise da parte di pochi, ma anche l’indifferenza da parte di molti. Un’ ostilità generata dalla mentalità mafiosa, dalla quale, purtroppo, ha origine la reticenza a collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura anche da parte delle persone oneste.
I cittadini devono smettere di delegare le proprie responsabilità, con la nostra inerzia abbiamo consegnato le nostre terre alla ‘ndrangheta, i cittadini devono affiancare le forze dell’ordine nel controllo del territorio.
Del nostro territorio!
Mi rivolgo soprattutto ai giovanissimi. L’omertà non è un valore come vuole farvi credere la ‘ndrangheta ma è solo un altro strumento per sottomettervi e controllarvi.
I cittadini però devono essere coadiuvati dalla classe politica. Ma abbiamo il consiglio regionale più indagato d’Italia, e a noi questa politica troppo conciliante che verte a conservare degli equilibri oscuri non piace affatto. E non dovrebbe essere supportata dai politici onesti, che così facendo si rendono complici con il proprio silenzio o peggio ancora con il proprio sostegno, delle stesse condotte criminali.
E la conoscenza di figure storiche come quella del giudice Scopelliti dovrebbe essere un esempio per molti, pensate che prima di essere assassinato rifiutò cinque miliardi delle vecchie lire, che gli aveva offerto la mafia per “aggiustare il processo ”. Mentre per molto meno i boss della ‘ndrangheta non hanno esitato ad avvelenare il nostro mare e la nostra terra con tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi.
Vorrei ringraziare da calabrese, il giornalista Antonio Prestifilippo , per il suo impegno nel ridare alla memoria di noi tutti, il ricordo di un grande uomo, il giudice Antonino Scopelliti.
Del giudice infatti subito dopo il suo efferato delitto a Campo Calabro, non se ne parlò più, solo silenzio, come si è soliti fare in una terra dove vige la regola della paura e dell’omertà.
Una morte che ancora oggi non ha trovato giustizia.
Noi del movimento antimafia ammazzateci tutti, abbiamo il privilegio di conoscere la figura del giudice in maniera autentica, attraverso i sentimenti di affetto della sua unica figlia Rosanna Scopelliti , una ragazza straordinaria che usa il suo immenso dolore causato dalla perdita del padre, combattendo ogni giorno per cambiare questa terra, che glielo ha portato via.
E marciando al nostro fianco ci trasmette i valori di un’esistenza sacrificata al dovere,all’onestà, e all’incorruttibilità.
La sua vita e la sua morte sono state dimenticate per troppo tempo, eppure è stato uno degli uomini più temuti dalla mafia, il suo delitto fu sancito dall’alleanza tra ‘ndrangheta e cosa nostra.
Venne sottovalutata persino l’organizzazione criminale che lo eseguì, tanto da espandersi incontrastata fino a divenire l’organizzazione criminale più potente al mondo .
Scopelliti , Falcone e Borsellino morirono perché lasciati soli a combattere una guerra che ci riguarda tutti."
Lia Staropoli
Membro coordinamento nazionale "Ammazzateci tutti"
